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Il Plantare

L'ortesi plantare è un dispositivo medico realizzato interamente su misura che, in generale, deve rispondere a più necessità: da un lato correggere e/o compensare una problematica e dall'altra essere ben tollerata dal paziente risultando perciò leggera e soprattutto capace di migliorare la qualità della nostra vita.
Pertanto un paio di plantari su misura, per essere tali, non potranno essere uguali ad un altro soggetto perché diversi per anatomia, per problematica, per età, per peso.
Quindi, ad esempio, un bimbo avrà un ortesi plantare con caratteristiche molto diverse da un soggetto adulto con l'artrite deformante.

Classificazione

Si intendono plantari correttivi, ortesi realizzati con lo scopo di correggere una problematica nell'età evolutiva, ovvero fino a quando l'apparato muscolo-tendineo-scheletrico è in grado di rispondere a delle sollecitazioni esterne. Appartengono a queste categorie le ortesi per il bimbo che, per mezzo di cunei, spessori o sostegni, sono in grado di modificare, nelle migliori delle circostanze, la presenza di alcune problematiche come il piede piatto, la pronazione del retropiede, l'avampiede varo, il ginocchio valgo. Questo genere di plantari possono essere realizzati su forme di serie o tramite lavorazione ad asporto, solo in casi particolari vengono fatti tramite calco in gesso.

L'OBBIETTIVO DEL PLANTARE CORRETTIVO:

L'ortesi plantare nel bimbo ha come scopo quello di migliorare una problematica in corso come ad esempio il piede piatto o il retropiede valgo. Non sempre però l'obbiettivo viene raggiunto a causa di molteplici fattori quali:

Entità del problema: un piede piatto di I grado ha più possibilità di correzione di un piede piatto di III grado;

Ricettività individuale: non tutti i soggetti rispondono allo stesso modo di fronte a correzioni simili o uguali;

Tono muscolare: spesso il tono muscolare del bambino è piuttosto lasso pertanto associare l'ortesi plantare ad un'attività sportiva ( ad es. il nuoto ) aiuta a migliorare i rapporti muscolo-scheletrici;

Età: un bimbo a 4 anni ha più probabilità di un buon esito correttivo che non a 8 o 10 anni;

Famiglia: non è da sottovalutare la problematica che il plantare deve essere utilizzato tutto il giorno (anche in casa) e che i genitori accontentano spesso i figli limitando l'uso alle sole ore dell'asilo.

Nonostante ciò, va sottolineato come l'utilizzo di un ortesi plantare nel bimbo ha come minimo dei requisiti richiesti, la capacità di limitare e compensare la problematica evitando cioè un progressivo peggioramento e soprattutto ha la capacità di mantenere una corretta postura del piede!

Appartengono a questa categorie le ortesi concepite a solo scopo di ridurre, limitare o - nelle migliori ortesi - eliminare il dolore scatenato a seguito di una problematica in corso. Sono plantari che vengono concepiti con materiali solitamente morbidi al fine di ammortizzare o scaricare l'urto in un determinato punto dolente.

Vengono normalmente realizzate in soggetti con artrosi ad uno stadio avanzato, artrite deformante, gotta, diabetici, gravi insufficienze circolatorie o comunque in tutte quelle circostanze in cui il piede lamenta una grave insofferenza in cui il paziente ha normalmente superato i 60 anni d'età.

Rappresentano senza dubbio le ortesi più complesse da realizzare sia per la complessità nella costruzione, sia per la competenza che un tecnico ortopedico deve mettere a disposizione per aiutare a ristabilire una corretta funzionalità del passo. La realizzazione di un'ortesi biomeccanica si avvale quindi di uno studio approfondito, che considera eventuali instabilità articolari valutando il "range" di movimento delle articolazioni mediante:

Anamnesi: la storia e la sintomatologia della patologia in corso;

Digitopressioni di punti chiave: tibiale anteriore, sottoastragalica, zona metatarsale ed eventualmente polpaccio, quadricipite, zona lombare e sottoscapolare.

Osservazione della marcia: a piede nudo il paziente viene attentamente osservato per individuare ad "occhio" eventuali disturbi: dismetrie, ginocchia vare o valghe, tibie vare, atteggiamenti scoliotici, etc.

Acquisizione impronte: su carta podografica e su schiuma fenolica.

SCOPO DELL'ORTESI BIOMECCANICA:

La sua funzione è di assorbire l'onda di shock a cui il calcagno è sottoposto durante la prima fase di appoggio riducendo la forza istantanea applicata;
Normalizzare i tempi di contatto del piede al suolo rispettando la corretta prono-supinazione del piede;
Trasferire il peso del corpo durante il movimento del piede modificando gli assi di movimento al fine di normalizzare la funzione del passo.

L'OBBIETTIVO:

Compensare la meccanica del retropiede stabilizzando l'area calcaneare nella posizione di "neutra sottoastragalica";
Compensare la meccanica dell'avampiede in funzione della sua correggibilità;
Uso della piattaforma di pressione/forza : ovvero l'utilizzo del baropodometro computerizzato per studiare a fondo la funzionalità del passo.

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